8 settembre sera a Roma

ore 20.10

L’ammiraglio de Courten giunse al Ministero e vi trovò gli ammiragli Sansonetti, Ferreri e il Capo di Gabinetto, capitano di vascello Giovanni Aliprandi, che erano in ansiosa attesa del suo ritorno avendo inoltre udito alla radio sia l’annuncio del generale Eisenhower che il proclama del maresciallo Badoglio.

Li mise al corrente dello svolgimento della riunione tenutasi al Quirinale, nonché di quella successiva al Comando Supremo.

Il compito che si presentava agli ammiragli de Courten e Sansonetti era arduo e difficile, anche perché non sarebbe stato facile convincere ammiragli e comandanti che era necessario recarsi con le loro navi nei porti indicati dagli Alleati; particolarmente quegli Ufficiali che fin alla mattina dell’8 erano stati preparati per andare a effettuare il loro ultimo combattimento per contrastare l’imminente sbarco anglo-americano nella zona del Golfo di Salerno. Per quanto riguarda le FF.NN.BB., gli ammiragli de Courten e Sansonetti presero la non facile decisione di farle comunque partire per La Maddalena, anche se il generale Ambrosio, nel colloquio avuto il mattino dell’8 con l’ammiraglio de Courten, gli aveva comunicato che gli anglo-americani avevano respinto la proposta di riunire le FF.NN.BB. a La Maddalena, aggiungendo tuttavia

“che stava insistendo con gli Alleati con la speranza di ottenere qualcosa”

A rendere ancora più complessa la decisione adottata occorre considerare che le norme contenute nel “Promemoria Dick” (note solamente agli ammiragli de Courten e Sansonetti) ed in particolare i commi 3, 5 e 6.

Si fa rilevare che:

  • l’Armistizio fu ufficialmente comunicato dal maresciallo Badoglio alle ore 19.45 dell’8;

  • l’ammiraglio de Courten conobbe le condizioni contenute nell’”Armistizio corto” solo nella riunione convocata dal generale Ambrosio (ore 19.15-19.50) al termine della riunione della Corona;

  • l’ammiraglio de Courten prese rapidamente la difficile decisione di attenersi alle clausole armistiziali e la comunicò agli ammiragli Sansonetti e Ferreri, appena rientrato al ministero della Marina;

  • gli ammiragli de Courten e Sansonetti considerarono che le caratteristiche del porto della Spezia erano tali da facilitare eventuali colpi di mano da parte dei tedeschi contro le nostre navi: era quindi necessario che le FF.NN.BB. lasciassero quanto prima tale porto. Ritennero altresì che l’unico sorgitore verso il quale dirigere la nostra Flotta fosse quello della Maddalena, per i seguenti motivi:

    • gli Alleati erano concordi con il Governo Italiano sul trasferimento della Famiglia Reale e di parte del Governo alla Maddalena;

    • il generale Ambrosio aveva promesso, l’8 mattina, che avrebbe insistito presso gli Alleati per avere il loro consenso sul trasferimento delle FF.NN.BB. alla Maddalena. La presenza del Re e del Governo in tale città poteva costituire un valido argomento per ottenere il parere positivo per il trasferimento delle FF.NN.BB. alla Maddalena, parere che si sperava potesse giungere quanto prima possibile;

    • l’ammiraglio Bruno Brivonesi aveva già avuto disposizioni per accogliere alla Maddalena, anche se per breve tempo, le unità della Flotta;

    • all’ammiraglio Brivonesi erano stati consegnati i documenti riservati da dare all’ammiraglio Bergamini al suo arrivo a La Maddalena.

    • Conseguentemente fu deciso, così come riporta l’ammiraglio Sansonetti nella sua Relazione del 28 dicembre 1943

 

“[...] secondo le clausole dell’Armistizio essa (le FF.NN.BB.- n.d.a) avrebbe dovuto partire al tramonto del giorno 8, navigare la notte a tutta velocità e arrivare all’alba in prossimità della costa nordafricana, a distanza tale da poter ricevere l’appoggio della caccia aerea inglese. Ma poiché l’Armistizio fu improvvisamente dichiarato nella tarda serata dell’8, non era stato possibile seguire strettamente queste norme, tanto più che dovevano partire non solo le navi effettivamente pronte, ma anche quelle non pronte ma approntabili rapidamente. Per conseguenza era stato deciso di far sostare la Squadra alla Maddalena nel pomeriggio del 9 e di farla partire di lì a notte”.

Purtroppo la speranza di ottenere il consenso degli Alleati di inviare temporaneamente le FF.NN.BB. alla Maddalena non poté realizzarsi in quanto tale richiesta faceva parte degli incarichi, affidati al generale Rossi, negli incontri che avrebbe avuto a Biserta con il generale Eisenhower. Richiesta che non poté essere avanzata, in quanto l’evolversi degli avvenimenti costrinse (?) Badoglio, nella nottata dell’8, a cambiare il programma previsto per il trasferimento del Re e del Governo, decidendo che, invece di La Maddalena, si recassero a Pescara e di lì a Brindisi.

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