I vostri contributi

Sono qui elencati i contributi che avete voluto inviarci. Riguardano foto e documenti dei sopravvissuti e degli scomparsi, di oggetti e ricordi che i loro familiari ancora custodiscono con devozione e che hanno voluto condividerli con noi.

Vogliamo qui ringraziare tutti coloro che hanno voluto contribuire a questa raccolta e a tutti coloro che vorranno ulterirormente allargarla

ATT139
ATT139

press to zoom
ATT137
ATT137

press to zoom
ATT13A1
ATT13A1

press to zoom
ATT139
ATT139

press to zoom
1/13

Archivio fotografico di Magda Moschitz

La Signora Magda Moschitz ha voluto fornirci le foto qui pubblicate in ricordo di suo nonno.

La famiglia, pur ringraziandoci del nostro sforzo, rimane in possesso di un diario che non ha ritenuto di voler pubblicare sul nostro sito. Rispettiamo con tutta la nostra comprensione tale decisione.

 
 

Archivio fotografico di Franco Nenz

Franco Nenz, di Belluno, è figlio del sottufficiale radiogoniometrista  Giuseppe Nenz, caduto sul Roma e sepolto a Mahon.

Ha voluto fornirci una serie di fotografie della vita del padre, che lo ritraggono in Cina, Africa ed altre località di cui purtroppo sono andate perse le informazioni.

Con gratitudine, pubblichiamo le fotografie ricevute, a ricordo di Giuseppe Nenz.

image11
image11

press to zoom
image10
image10

press to zoom
image0
image0

press to zoom
image11
image11

press to zoom
1/86

Archivio fotografico di Italo Tufano

Italo Tufano, di Giugliano in Campania, è figlio del sottufficiale elettricista Raffaele Tufano, disperso sul Roma.

Oltre ai documenti e alle onorificenze, Italo ha voluto fornirci una serie di fotografie della vita del padre, che lo ritraggono a Taranto, Bengasi ed altre località di cui purtroppo sono andate perse le informazioni.

Con gratitudine, pubblichiamo le fotografie ricevute, a ricordo di Raffaele Tufano.

Tufano_Raffaele3
Tufano_Raffaele3

press to zoom
Tufano_Raffaele_5
Tufano_Raffaele_5

press to zoom
Foto_divisa_bianca_2
Foto_divisa_bianca_2

press to zoom
Tufano_Raffaele3
Tufano_Raffaele3

press to zoom
1/9
 
ZIO BRUNO e AMICO DEL PAESE  1941
ZIO BRUNO e AMICO DEL PAESE 1941

press to zoom
ZIO BRUNO -  MAYO 1943
ZIO BRUNO - MAYO 1943

press to zoom
PARTE TRIPULAZIONE ROMA
PARTE TRIPULAZIONE ROMA

press to zoom
ZIO BRUNO e AMICO DEL PAESE  1941
ZIO BRUNO e AMICO DEL PAESE 1941

press to zoom
1/6

Archivio fotografico di Cesare Bruno Soncin

Il Sig. Cesare Bruno Soncin è nipote del cannoniere Bruno Socin, disperso in mare il 9 settembre. Vive in Argentina, ma ha avuto modo di visitare il nostro sito ed ha voluto fornirci alcune fotografie dello zio di cui conosce la fine attraverso i racconti del padre, distaccato in Africa ed internato in Kenya dal '40 al '47. Le fotografie pubblicate pervengono dai ricordi di sua madre cui va il nostro pensiero

 
 

Archivio fotografico Gentili

 

La Famiglia Gentili ha gentilmente messo a disposizione l'archivio personale del superstite della R.N. Roma Evaldo Gentili, scomparso nel 2005. Il libretto personale contiene l'elenco dei capi di vestiario e gli effetti personali consegnati dalle autorità spagnole agli internati durante il periodo trascorso a Caldas de Malavella, compreso il materiale consegnato dalle autorità consolari italiane. Il documento è firmato dal T.V. Antonio Leboffe, anch'egli superstite della R.N. Roma. Si tratta di preziosi dettagli storici finora mai potuti conoscere con precisione.

Evaldo Gentili (1943) l
Evaldo Gentili (1943) l

press to zoom
Lib. Pers, (3)
Lib. Pers, (3)

press to zoom
Evaldo Gentili (27-06-1923_29-07-2005)l.
Evaldo Gentili (27-06-1923_29-07-2005)l.

press to zoom
Evaldo Gentili (1943) l
Evaldo Gentili (1943) l

press to zoom
1/7
 

Archivio Vacca Torelli

 

L'ammiraglio Marcello Vacca Torelli è stato fra i più caldi sostenitori dell'Associazione. Il suo contributo è stato fondamentale storicamente e moralmente. Non fu un grande fotografo e, come tanti superstiti, parlava con difficoltà del Roma: ma ne parlava.

Qui di seguito alcune delle poche fotografie legate ai suoi ricordi del Roma e dei suoi compagni di corso

ritratto
ritratto

press to zoom
squali
squali

press to zoom
30mo1
30mo1

press to zoom
ritratto
ritratto

press to zoom
1/22
 

Archivio Francesca Saracchi

 

Francesca è la nipote del sopravvissuto Armando Saracchi e di Flavio Piccini, fratello di sua nonna. Qui le foto di Armando, classe 1923, nato a carrara (MS), elettricista. Armando fu soccorso dall'Attilio Regolo dopo molte ore in mare. Armando era amico di Dante Bartoli superstite della Roma, che lo ricordava così:

Per uscire dal boccaporto del ponte corazzato, che era 38 centimetri di spessore e 36 di larghezza, tutto d’acciaio, siamo passati in due, io e uno di Ventimiglia. E siamo sbucati fuori e lì sul ponte tutti scappavano e quando ci siamo trovati a poppa ho trovato subito un amico, Saracchi. Era un ragazzo in gamba davvero, era un fenomeno. [Bartoli racconta un precedente episodio di eroismo in cui questo Armando Saracchi si era gettato in mare con tanto di cappotto per salvare un compagno, nda] Questo ragazzo, questo Saracchi, era bestiale, era un ragazzo che era da ammirare. Lui era fatto così. E infatti lo trovo a poppa e dice: ‘Dante dove ce l’hai il salvagente?’. Dico: ‘Non ce l’ho, sarà rimasto giù, non lo so’. E allora lui è andato subito via ed è tornato con un salvagente: ‘Mettitelo subito’.

Flavio Piccini, imbarcato sul Regolo, morì cercando di rientrare in Italia su un peschereccio. Anche lui era a Mahon con Armando. Armando Saracchi sposò la sorella di Flavio  Piccini: Anna. Flavio e Armando si conobbero sulla nave. Flavio aveva delle foto della sorella che mostrò agli altri e non ad Armando il quale, incuriosito, una volta rientrato a la Spezia, durante  una licenza andò dalla famiglia del Piccini e con la scusa di portare i saluti la conobbe e se ne innamorò.

armando saracchi
armando saracchi

press to zoom
Doc 4 Armando Saracchi
Doc 4 Armando Saracchi

press to zoom
preghiera del marinaio
preghiera del marinaio

press to zoom
armando saracchi
armando saracchi

press to zoom
1/8
Flavio Piccini 2
Flavio Piccini 2

press to zoom
Flavio Piccini nel 1942
Flavio Piccini nel 1942

press to zoom
Flavio Piccini reto foto 2
Flavio Piccini reto foto 2

press to zoom
Flavio Piccini 2
Flavio Piccini 2

press to zoom
1/5
 

Archivio D'Ippolito

D'IPPOLITO Vincenzo_page1_image1
D'IPPOLITO Vincenzo_page1_image1

press to zoom
D'IPPOLITO Vincenzo5_page1_image1
D'IPPOLITO Vincenzo5_page1_image1

press to zoom
D'IPPOLITO Vincenzo croce1_page1_image1.
D'IPPOLITO Vincenzo croce1_page1_image1.

press to zoom
D'IPPOLITO Vincenzo_page1_image1
D'IPPOLITO Vincenzo_page1_image1

press to zoom
1/9
 

Archivio De Marchi

Mario De Marchi é nato a Candiana (Padova) -1920-. Nel 1938-39 fa i corsi di Meccanica nell'Accademia Navale di Venezia. In marzo del 1940 imbarca sulla nave "Trento" fino al novembre di 1941, quando é trasferito alla nave Roma. Dopo l'affondamento, é salvato dalla torpediniera "Pegaso", che insieme con l'"Impetuoso" e l'"Orsa" é andata a Maiorca, dove autoaffondata nella baia di Pollença. I marinai sono stati alloggiati a una base aerea di Pollença. Il 24 settembre i superstiti della Roma sono portati alla Base Navale del Porto di Sóller. L'equipaggio dell'Impetuoso internato ad Andratx, e quello del Pegaso all'aerodromo di Son San Joan.

L'8 gennaio del 1944 gli internati della Roma, Pegaso ed Impetuoso a Maiorca sono portati sulla nave "Tariffe" a Mahón (Minorca), dove imbarcano nella stessa i naufragi della Roma internati lì. Il 9 gennaio la "Tariffe" salpa di Mahón verso Barcellona, da dove tutti i marinai sono trasportati in treno a Caldes di Malavella, dove Mario é alloggiato al Gran Balneari Prats. Nel mese di luglio gli internati a Caldes di Malavella sono trasportati in treno ad Algeciras. Il 12 luglio sono rimpatriati a Taranto nella nave Duca D'Aosta. Mario é trasferito alla nave Cesare fino al 6 di settembre, dopo alla nave Libra fino al 6 dicembre di 1945, e dopo alla torpediniera Fabrizi fino al 30 aprile di 1946, quando é finalmente congedato. Nel 1963 ritornò a Maiorca, dove si é stabilito fino alla morte nel 1980.

Il figlio, Bruno De Marchi, ha voluto fornirci alcune immagini in ricordo di suo padre.

006
006

press to zoom
soller
soller

press to zoom
004
004

press to zoom
006
006

press to zoom
1/11
0001
0001

press to zoom
0002
0002

press to zoom
0008
0008

press to zoom
0001
0001

press to zoom
1/8

Contributo di Michele Rubini

Michele Rubini ci ha inviato questa corrispondenza relativa al Marinaio Mazzola Mauro Giuseppe, fuochista sulla RN ROMA e perito il 9 settembre 1943.

La corrispondenza è tra lui è il marinaio Lemma Salvatore suo commilitone e paesano di Barletta. Dopo l'addestramento i due amici si separavano e il Lemma veniva Imbarcato sulla RN Vittorio Veneto e poi sulla Duilio dove terminò la guerra incolume. Il Mazzola invece fu inviato prima al Deposito di La Spezia e poi per un periodo a Trieste. L'8 febbraio 1942 annuncia di essere imbarcato sulla RN ROMA. L'ultima sua cartolina e del luglio 1943. C'è una cartolina del novembre 1943 della Madre del Mazzola che chiedeva notizie del figlio e la conferma della separazione dal Lemma allora di stanza a Taranto.
Con un colpo di fortuna Rubini ha rintracciato la figlia che gli ha raccontato che il padre non era a conoscenza che sua madre fosse incinta essendosi sposata a luglio di quell'anno. Rubini ha provveduto ad inviare copia delle cartoline alla figlia Sig.ra Maria Grazia Mazzola residente a Barletta. Lei stessa lo ha autorizzato ad inviarci queste cartoline per esporle sul nostro sito al fine di mantenere viva la memoria del padre

 
 

Contributo famiglia Puggioni

img_50431
img_50431

press to zoom
img_50432
img_50432

press to zoom
img_50429
img_50429

press to zoom
img_50431
img_50431

press to zoom
1/6
 

Contributo famiglia Acampora

img_0004
img_0004

press to zoom
img_0003
img_0003

press to zoom
img_0002
img_0002

press to zoom
img_0004
img_0004

press to zoom
1/3
 

Contributo famiglia Del Cima

L'ultima lettera del CV Adone Del Cima

Una copia di questa struggente lettera ci è stata consegnata dal nipote del Comandante Del Cima. Venne indirizzata dal Comandante del Roma a sua madre, il giorno prima di scomparire con la sua nave. E' piena di tristi presentimenti.

Mia mamma adorata,

se giungendovi questo mio scritto qualche cosa mi fosse accaduto, pensate che il mio ultimo pensiero è stato per la mia Patria e per voi che ho adorato più di me stesso.

La storia giudicherà gli avvenimenti e comprenderà la nostra sorte. Baciatemi tutti voi in particolare Romana e Violetta che tanto ho in mente.

Con la mia Marina cui tutte le energie ho donato. Alle care sorelle ed a voi lascio quel poco che posseggo sotto la guida  cari Tonino e Gino

Perdonatemi e beneditemi

Vi abbraccio e bacio con infinita dolcezza

Adone

Lettera Del Cima 2
Lettera Del Cima 2

press to zoom
Lettera Del Cima 1
Lettera Del Cima 1

press to zoom
Lettera Del Cima 2
Lettera Del Cima 2

press to zoom
1/2
 

Contributo famiglia Catalano Gonzaga

orologio
orologio

press to zoom
madonnina_di_papa
madonnina_di_papa

press to zoom
crocediguerraruri
crocediguerraruri

press to zoom
orologio
orologio

press to zoom
1/5
Chiavi Bellocci
Chiavi Bellocci

press to zoom
Chiavi Bellocci
Chiavi Bellocci

press to zoom
1/1

Contributo di Guido Bellocci

 

 

Il sig. Guido Bellocci di Firenze, superstite del naufragio, mostra la sua piastrina di riconoscimento e la chiave del suo armadietto personale a bordo della Corazzata Roma

 
 

Contributo di Alessandro Fossatelli

 

 

Con commozione pubblichiamo la lettera che il sottocapo Arnaldo Fossatelli inviò da Nave Roma ai suoi familiari il 6 settembre 1943. Arnaldo Fossatelli è scomparso in mare nell'affondamento e suo nipote Alessandro, di cui pubblichiamo la mail ricevuta e la copia della lettera dello zio, richiede se qualcuno abbia notizie sulla fine del suo congiunto.

"Mio Zio Arnaldo Fossatelli che risulta disperso in mare e che, il 6/9/1943, scrisse da bordo questa lettera alla propria famiglia.  Mio padre  ha 83 anni e credo che sapere come é morto, dove si trovava al momento del terribile impatto, potrebbe alleviare le sue pene per un fratello così brutalmente scomparso.

 

La ringrazio e saluto cordialmente.

 Alessandro Fossatell

Lettera Arnaldo 1
Lettera Arnaldo 1

press to zoom
Lettera Arnaldo 2
Lettera Arnaldo 2

press to zoom
Lettera Arnaldo 1
Lettera Arnaldo 1

press to zoom
1/2
 

Italo Pizzo

 

Il libro di grammatica italiano-spagolo acquistato a Caldas de Malavella durante il periodo invernale del 1944, appartenuto al superstite Italo Pizzo. Notare gli angoli delle pagine tagliate per confezionare sigarette. Oggi è custodito presso il Museo Navale d'Imperia.

Dizionario1
Dizionario1

press to zoom
Dizionario2
Dizionario2

press to zoom
Dizionario1
Dizionario1

press to zoom
1/2
 

Paolo Trigilio

 

Modello in scala (circa) 1:350 della Nave Roma realizzato a bordo della Corazzata stessa dal 2° capo cannoniere armarolo Paolo Trigilio, disperso nel naufragio. Custodito nel Museo Navale d'Imperia, è un pezzo eccezionale: si tratta probabilmente di uno dei pochissimi "pezzi" della Roma esistenti, realizzato nelle officine della nave con il metallo di bordo.

DSC02393
DSC02393

press to zoom
DSC02381
DSC02381

press to zoom
DSC02393
DSC02393

press to zoom
1/2
 

Ciro Orefice

 

In queste immagini, il comunicato che la Famiglia Orefice ricevette dal Ministero della Marina del Regno del Sud, tramite il quale vennero informati della buona salute del figlio internato a Mahon ed il diario che Ciro tenne in Spagna


Per gentile concessione della famiglia Orefice, Genova

regno_del_sud
regno_del_sud

press to zoom
testo
testo

press to zoom
pagine 8
pagine 8

press to zoom
regno_del_sud
regno_del_sud

press to zoom
1/12
 

Il foglio della licenza di Eugenio Pons

 

Il foglio della licenza speciale di giorni 10, dal 31 agosto al 11 settembre 1943 firmata a bordo della Corazzata Roma, intestata al Marinaio Scelto Pons Eugenio, Radio Telegrafista Radarista avente come posto di combattimento la centrale R.T. nel torrione comando. Con ogni probabilità questo foglio fu per lui il passaporto per la salvezza al naufragio della Nave, perchè il 9 settembre '43 si trovava in licenza a Torino!

Licenza speciale di Eugenio Pons
Licenza speciale di Eugenio Pons

press to zoom
Pons Eugenio a bordo del San Giorgio il
Pons Eugenio a bordo del San Giorgio il

press to zoom
Licenza speciale di Eugenio Pons
Licenza speciale di Eugenio Pons

press to zoom
1/2

Familiari di Luigi Rancati

 

 

Mio zio Luigi Rancati era cannoniere a bordo del Roma, il giorno dell'affondamento ebbe la fortuna di salvarsi.

Purtroppo mio zio è ritornato a bordo del Roma nel 1977, la mia speranza è che qualcuno possa riconoscerlo, in modo da indicarmi esattamente il suo posto di combattimento.
 

Piermario Zoppi: piermario.zoppi@libero.it

img_1150_1 - Copia
img_1150_1 - Copia

press to zoom
IMG_1148_1 - Copia
IMG_1148_1 - Copia

press to zoom
img_1147_1
img_1147_1

press to zoom
img_1150_1 - Copia
img_1150_1 - Copia

press to zoom
1/3
 

Salvatore Ipri

 

 

La Sig.ra Raffaella Sirabella ha voluto gentilmente inviarci questa tenera lettera del marò Salvatore Ipri, che risulta fra i dispersi nell'affondamento.

La Sig.ra Sirabella, sua pronipote, è alla ricerca di informazioni su Salvatore e dove fosse al momento dell'affondamento: può essere contatta all'indirizzo luckydream@alice.it

IMG_0113
IMG_0113

press to zoom
IMG_0110
IMG_0110

press to zoom
4
4

press to zoom
IMG_0113
IMG_0113

press to zoom
1/6
 

Antonio Vincis

 

 

Su cortese concessione di Giovanni Antonio Vincis, nipote dell'omonimo caduto

Croce al merito di guerra
Croce al merito di guerra

press to zoom
crocce a merito_2 lati
crocce a merito_2 lati

press to zoom
Croce al merito di guerra
Croce al merito di guerra

press to zoom
1/2
 

Giovanni Vittani

 

Il sig. Giovanni Vittani, superstite della Nave Roma con la valigetta in legno, costruita alla Base Sommergibili di Taranto, con cui fece il viaggio di ritorno a casa insieme al suo compagno Italo Pizzo. Custodita nel Museo Navale d'Imperia.

Vittani
Vittani

press to zoom
Vittani
Vittani

press to zoom
1/1
 

Renato Gabelli

 

Il Sergente Pilota Gabelli Renato, decorato della medaglia di bronzo al V.M., originario di Sambuci (RM), nato il 25.02.1921, imbarcato sulla Nave Roma, è scomparso il 9 settembre 1943. Il nipote che porta lo stesso nome, ha voluto fornirci la documentazione inerente la scomparsa del parente.

Gabell1
Gabell1

press to zoom
Gabell2
Gabell2

press to zoom
Gabell1
Gabell1

press to zoom
1/2
 

Angelo Zavattoni

 

 

Orologio che il Sig. Zavattoni aveva al polso al momento dell'abbandono della Nave.

Nonostante i danni alla meccanica e al quadrante, ancora visibili, l'orologio fu riparato dallo stesso

Angelo ed è tuttora perfettamente funzionante!

Orologio_Zavattoni
Orologio_Zavattoni

press to zoom
Orologio_Zavattoni
Orologio_Zavattoni

press to zoom
1/1
 

Antonio Del Giudice

 

 

Il Sig. Luigi Cappuccio ha avuto la cortesia di inviarci alcuni documenti riguardanti suo zio Antonio Del Giudice, nato a Pozzuoli nel 1922, Furiere Fotografo della Regia Marina, imbarcato sulla Corazzata Roma e dichiarato disperso dopo l’affondamento.

img020
img020

press to zoom
img021
img021

press to zoom
img016
img016

press to zoom
img020
img020

press to zoom
1/5
 

Giovanni Civetti

 

Le immagini che seguono si riferiscono al marinaio disperso Giovanni Civetti. Su gentile concessione dei nipoti Bruno e Giovanni Guerrina.

mio_zio__giovanni
mio_zio__giovanni

press to zoom
givanni
givanni

press to zoom
cartolina_al_papa'_luigi
cartolina_al_papa'_luigi

press to zoom
mio_zio__giovanni
mio_zio__giovanni

press to zoom
1/10
 
 

L'incredibile storia di Luca Dies

 

Gent.mo sig. Gonzaga,

le invio le foto di un oggetto che ho trovato circa 25 anni fa su una spiaggia dell'isola di Ponza.

È un fischietto da nostromo, che reca da un lato la scritta Regia Marina e dall'altro, incisa sicuramente a mano, la scritta ROMA.

All'epoca del ritrovamento avevo 15 anni circa, per cui feci vedere l'oggetto ad altri che mi parlarono della Corazzata Roma e della sua tragica fine.

Nella mia mente di ragazzo, allora, immaginai che il fischietto avesse potuto attraversare il mare, dalla Sardegna fino a Ponza, semplicemente galleggiando, per cui lo conservai come un oggetto speciale, in grado, da solo, di resistere alla furia del mare.

Solo più avanti, crescendo, ho cominciato ad immaginare un'altra realtà, e cioè che quell'oggetto fosse arrivato lì non da solo, ma insieme al suo padrone, trascinato dal mare in un lungo e straziante peregrinare, e solo alla fine consegnato al dolce abbraccio della spiaggia Ponziana.

La spiaggia in questione si trova immediatamente davanti il porto, dietro le grotte di Santa Maria e dietro lo scoglio detto della Ravia, sotto la parete scoscesa che precede la spiaggia del Frontone.

Può darsi che la storia di quest'oggetto sia diversa da come la immagini io, ma la realtà del ritrovamento è indubbia, e d'altronde non avrei motivo di inventarmelo.

Il 9 settembre del 1943 cominciava l'odissea anche per mio padre, Dies Salvatore, catturato in Albania e internato per 21 mesi nei lager nazisti in Germania, ma per fortuna lui è tornato sano e salvo alla sua famiglia e ai suoi affetti.

Pensando a lui che oggi non c'è più, mi viene da pensare che forse ci potevano essere anche dei resti umani sulla spiaggia dove ho trovato il fischietto, e che magari si possano e si debbano in qualche modo recuperare, anche perché la roccia della parete è di natura friabile ed il punto del ritrovamento - che dopo tanti anni non posso più individuare con precisione - è comunque situato qualche metro dalla battigia.

In allegato vi sono le foto del fischietto. Appena possibile ne farò di migliori e vi invierò anche quelle.

La ringrazio per l'attenzione e la saluto cordialmente

fischietto_roma_4
fischietto_roma_4

press to zoom
fischietto_roma_1
fischietto_roma_1

press to zoom
fischietto_roma_5
fischietto_roma_5

press to zoom
fischietto_roma_4
fischietto_roma_4

press to zoom
1/5

Battista Scameroni

 

Il fratello del Marinaio Battista Scameroni, signor Dante, ha voluto inviarci questa serie di documenti di suo fratello, affondato e disperso il 9 settembre sul Roma

scan0002
scan0002

press to zoom
scan0003
scan0003

press to zoom
scan0010
scan0010

press to zoom
scan0002
scan0002

press to zoom
1/9
 
 

la gomena del Roma

Gomena_Roma
Gomena_Roma

press to zoom
Gomena_Roma
Gomena_Roma

press to zoom
1/1

Queste le principali missioni per cui ha ricevuto i riconoscimenti:

 

Primo pilota di un idro di scorta antisilurante in zona pericolosa, in piena intesa con l'ufficiale osservatore effettuava con sereno ardimento l'efficacissimo attacco contro un sommergibile nemico , assicurando l'incolumità delle navi scortate.

Canale di Sicilia -  24 marzo 1941

Cielo del Mediterraneo - Settembre 1940 e Ottobre 1941

 

Primo pilota da ricognizione marittima, partecipava a numerosi voli bellici, dimostrando in ogni circostanza belle doti di capacità ed ardimento.

 

Ufficiale Pilota di veicolo R.M., abile ed entusiasta, compiva numerosi e rischiosi voli notturni, contribuiva a portare sempre brillantemente a termine con la sua capacità e il suo coraggio tutte le missioni affidategli.

Cielo del Mediterraneo - 11 Giugno e 14 Settembre 1940

1-Tenete Pilota Orecchia Germano
1-Tenete Pilota Orecchia Germano

press to zoom
9-Foto_9
9-Foto_9

press to zoom
21-Binocolo
21-Binocolo

press to zoom
1-Tenete Pilota Orecchia Germano
1-Tenete Pilota Orecchia Germano

press to zoom
1/21

CONTRIBUTO FAMIGLIA GALLINA

 

Dario e Fabrizio Gallina vogliono lasciare questi ricordi dell’Ufficiale Pilota Tenente Orecchia Germano che fu uno dei 4 Ufficiali Piloti presenti sulla Corazzata Roma e disperso nel suo affondamento.

Il Tenente Orecchia Germano era il cugino di 2° grado e padrino di battesimo del loro padre Giorgio che ha conservato con cura per tutti questi anni i suoi ricordi.

 

Il Tenente Pilota Orecchia Germano nella sua carriera di pilota della Regia Aeronautica Italiana ha guadagnato 2 Medaglie di Bronzo al Valor Militare, 2 Croci al Valor Militare e 2 Croci di Guerra al Merito.

 

Pilota del Caccia RE2000 (navalizzato) per missioni difensive e di ricognizione fotografica cadeva come disperso il 9 settembre 1943 nell'affondamento della Corazzata Roma.