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La costruzione

L'avvio fu rapido; nei due cantieri, a Trieste e a Genova Sestri, l'assemblaggio dei materiali era già cominciato e nel corso di cerimonie analoghe e in pari data, 28 ottobre 1934, anniversario della marcia su Roma, venne po­sata la prima lamiera di chiglia.

La costruzione dei due scafi procedette di pari passo. Vi furono immancabili piccoli contrattempi, sempre felicemente risolti, e dovuti in genere a problemi connessi con le particolari grandi dimensioni delle due navi. Tra l'altro sia Vittorio Veneto che Littorio presentavano, a causa della corazzatura, un peso non uniforme, e ciò si ripercuoteva sullo scalo. Si dovettero quindi sostenere le due navi con taccate disposte in maniera nuova ed un po' particolare, disposizione che fu causa di un ritardo di oltre mezz'ora nel varo della Littorio. Una di queste taccate, infatti, la prima di prora a dritta, eccessivamente caricata non si riuscì a demolirla che dopo molti tentativi.

Il problema stesso del varo di due unità di quelle dimensioni, si presentava irto di difficoltà. I Cantieri dovettero lavorare alacre­mente e negli ultimi giorni ininterrottamente anche la notte. Logicamente scesero in mare solo gli scafi vuoti e privi dei pannelli di co­razza laterali; ma si trattava pur sempre di due masse metalliche del peso di circa 10.500 tonn.

Mentre già la costruzione era in fase abba­stanza avanzata, le due unità vennero ufficialmente inscritte nei Quadri del Naviglio Militare  con i nomi di Vittorio Veneto e Littorio, in base a Decreto Reale n. 1869 del 10 ottobre 1935, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, dispensa 38.

La prima ad essere varata fu la Vittorio Veneto, che scese in mare il 25 Maggio 1937 alla presenza dei Reali d'Italia; la Littorio la seguì, con analoga fastosa cerimonia, il 22 Agosto dello stesso anno.

Spentosi l'eco degli applausi e dei discorsi ufficiali, le due unità iniziarono, fra l'assordante rumore dei  martelli meccanici e lo sferragliare delle grandi gru semoventi, l'allestimento ormeggiate alle apposite banchine di Trieste e di Sampierdarena. In quest'ultima località, proprio per la Littorio, venne ap­positamente istituito lo Stabilimento Allesti­mento Navi dell'Ansaldo, che rimase poi at­tivo per circa quindici anni.

Durante i quasi tre anni di permanenza delle due corazzate sullo scalo di costruzione si erano verificati nel Mediterraneo avvenimenti politici di grande portata per l'Europa intera. La campagna d'Etiopia e l'inizio del conflitto civile spagnolo avevano finito per rompere l'equilibrio navale in questo mare. Gran parte della flotta inglese era venuta a concentrarsi nei porti di Gibilterra, Alessandria d'Egitto e Malta, mentre i rapporti diplomatici fra Italia, Francia e la stessa Gran Bretagna subivano un deciso deterioramento.

Fu a questo punto che, per fare fronte alle direttive della politica italiana di quegli anni, maturò la decisione di rimodernare anche le vecchie corazzate Doria e Duilio, e di costruire altre due unità da 35.000 tonn. I disegni era­no già pronti; bastò infatti apportare soltanto piccole modifiche al progetto della Vittorio Veneto.

Le due nuove corazzate vennero iscritte nei Quadri del Naviglio Militare con i nomi di Impero e Roma, e impostate, la prima il 14 Maggio 1938 nei Cantieri Ansaldo di Genova Sestri e la seconda il 18 Settembre 1938 pres­so i Cantieri C.R.D.A. di Trieste.

Il 10 Giugno 1940, al momento dell'entrata dell'Italia nel conflitto, le quattro unità della classe avevano già tutte lasciato lo scalo di costruzione; l'ultima, infatti, la Roma era sce­sa in mare proprio il giorno prima.

Littorio e Vittorio Veneto, ormai allestite e già consegnate alla Marina, stavano comple­tando a Taranto la messa a punto delle ap­parecchiature  e  l'addestramento degli  equipaggi. Lo scafo dell'Impero, varato il 30 Novembre 1939, si trovava a Brindisi da due giorni. Vi era stato rimorchiato da Genova per sottrarlo agli eventuali possibili bombardamenti aerei francesi. La Roma doveva an­cora iniziare l'allestimento.

Come procedettero gli eventi bellici è ormai cosa nota. La Roma, nelle tranquille acque del porto di Trieste, lontano dal fragore della guerra, poté essere portata a termine in tempo utile e consegnata alla Marina in data 14 Giugno 1942. Per la corazzata Impero invece le cose andarono diversamente:  spostata a Brindisi per misura precauzionale, avrebbe dovuto rimanervi poco, e cioè per il tempo ne­cessario allo spostamento dei materiali da co­struzione e delle apparecchiature pronte da Genova a Trieste. Sennonché la necessità di naviglio sottile e da scorta profilatasi fin dai primi giorni di ostilità e la difficoltà nell'approvvigionamento dei materiali necessari, fecero sì che i laminati, i profilati, etc. destinati a questa nave venissero impiegati per le nuove costruzioni. Rimase pertanto a Brindisi, praticamente in abbandono, per tutto il 1941. Nel Gennaio 1942, essendosene deciso il completamento, venne rimorchiata a Trieste; ma ancora una volta le difficoltà causate dal cattivo andamento della guerra, e che pesarono anche, come abbiamo visto nel primo volume, sul riallestimento della Conte di Cavour) non consentirono il completamento di questa bel­la unità. L'8 Settembre 1943, alla proclamazione dell'armistizio, venne abbandonata perché inutilizzabile.

Littorio_in_cantiere.jpg

Sestri Ponente - Dicembre 1935 - Il Littorio in costruzione

Le immagini provengono dall'Archivio della Fondazione ANSALDO di Genova

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