Carlo Damerini - R.N. Vittorio Veneto

AI termine della licenza di fine Accademia ( 15 aprile 1943) imbarcai alla Spezia sulla nave da battaglia Vittorio Veneto, comandata dal C. V. Corso Pecori Giraldi. La nave era sede del Comando della IX Divisione Navi da Battaglia retto dall' A.D. Enrico Accorretti. lo fui destinato come sottordine all'Ufficiale di Rotta, che era il T. V. Perricone.

Con me imbarcarono altri Squali (tra i quali ricordo Brauzzi, Legnaioli, Ziliotto, Malusardi, Sansonetti, Rallo e, del G.N. imbarcati in agosto, Gemignani e Majolino).

La situazione a bordo delle navi da battaglia era tranquilla, anche se non mancavano motivi di giustificata apprensione. AI riguardo, intervenni qualche tempo fa, con una lettera al Direttore del quotidiano di Firenze "La Nazione" per smentire quanto pubblicato da Folco Quilici circa un presunto ammutinamento avvenuto sulla Roma; lettera che non fu pubblicata in quanto fu preceduta da un altro intervento più autorevole del Capo di Stato Maggiore della Marina, pro tempore.

Della storica navigazione, che ebbe inizio nella notte sul 9 settembre con tutte le maggiori unità ancora efficienti e dislocate alla Spezia e Genova, non posso dir nulla che già non sia noto; non posso però non ricordare anch'io, con raccapriccio la visione della Roma colpita a morte dalle bombe razzo tedesche, visione che riuscii a fissare in una foto inedita.

In quel drammatico pomeriggio di settembre il comportamento della Vittorio Veneto fu magnifico. La nave era letteralmente circondata dalle bombe ma il Comandante manovrò con calma e perizia evitando l'impatto mortale; egli rimase ore ed ore in plancia senza mai riposare (e l'ufficiale di rotta T. V.Perricone doveva fargli un'iniezione ogni ora). lo riuscii a tracciare tutte le accostate di quella rotta serpeggiante: qualche anno dopo portai copia di quel grafico al Comandante (divenuto nel frattempo Ammiraglio e poi Capo di Stato Maggiore della Marina) ma purtroppo ho perso la mia copia!

Rimasi a bordo della Vittorio Veneto fino alla metà di ottobre 1943, quando la nave fu trasferita da Alessandria ai Laghi Amari insieme all'Italia mentre le altre unità vennero rimpatriate per cominciare le missioni in situazione di cobelligeranza. lo rientrai a Taranto con una di queste.

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