Dinamica della tragedia

La dinamica dell’affondamento della corazzata Roma venne ricostruita attraverso le testimonianze dei superstiti, i rapporti ufficiali della Regia Marina e le fotografie scattate dagli aerei tedeschi e dalle unità italiane.

Le immagini riportate documentano le diverse fasi dell’azione contro la nave ammiraglia, dalla prima bomba radioguidata fino al suo affondamento.

Dopo il primo colpo, la nave perse progressivamente velocità iniziando ad assumere un assetto appoppato.

La seconda bomba radioguidata, penetrata nella zona prodiera, provocò invece la devastante esplosione del deposito munizioni.

L’attacco tedesco avvenne con bombe guidate FX-1400, ordigni radiocomandati estremamente innovativi per l’epoca, contro i quali la Regia Marina non disponeva di adeguate contromisure.

Le fotografie riprese dagli stessi equipaggi tedeschi permisero negli anni successivi di ricostruire con precisione le ultime fasi della nave.

L’enorme esplosione prodiera provocò il distacco della torre n. 2 e la completa devastazione della zona centrale della nave.

In pochi minuti la corazzata iniziò a sbandare rapidamente, fino a capovolgersi e spezzarsi in due tronconi che affondarono quasi verticalmente.

“La Roma appariva avvolta dalle fiamme mentre una gigantesca colonna di fumo si innalzava verso il cielo.”

Contemporaneamente deflagrò il deposito munizioni da 152 mm e per “simpata” (termine usato in Marina per comunicare che la deflagrazione di un deposito munizioni causa la deflagrazione di un altro deposito munizioni posto nelle immediate vicinanze) deflagrò anche il deposito munizioni della Torre n. 2 dei cannoni da 381 che venne lanciata in aria.

Una deflagrazione è un’esplosione relativamente lenta, che genera un’onda d’urto subsonica. Questo tipo di esplosione è normalmente prodotto da una veloce reazione di combustione, per esempio dalla polvere nera in un’arma da fuoco, oppure dal combustibile in un motore a combustione interna.

Si contrappone alla detonazione dove l’onda d’urto è supersonica.

Le deflagrazioni sono più facili da controllare delle detonazioni, e più adatte quando lo scopo è quello di spostare un oggetto con la forza espansiva del gas.

Poi la nave s’inclina fortemente a dritta
ed alle 16,12 si capovolge ed affonda