Vladimiro Rossi - RN Roma

Premessa

Questa scheda si presenta molto più estesa e dettagliata di altre che pure narrano vicende avventurose, dolorose e certamente complesse. L'inusitata lunghezza non deriva solo dalla dovizia dei particolari – che la rendono interessante e vissuta – ma da un fatto fondamentale che apparirà evidente a tutti.

Si tratta, infatti, non di una bensì di due schede: alla prima, che riguarda l'otto settembre di Miro, si aggiunge, intrecciandosi in maniera inseparabile con essa, quella di Michele Scotto che purtroppo ci ha lasciato troppo presto.

Di lui possiamo dire solo che dal rogo della Roma ci fu restituito un uomo diverso da quello che avevamo avuto compagno in Accademia. Un uomo che nella sua carne martoriata portava i segni indelebili di quel dramma e che riuscì nonostante tutto a tornare a vivere un'esistenza normale, mirabile vittoria della vita sulla morte.

A questo miracolo hanno contribuito Marcello Vacca Torelli, che fu il primo a soccorrerlo, Antonio Meneghini che lo buttò in mare dalla nave in procinto di affondare e Vladimiro Rossi che gli fu vicino nel tempo più difficile della sua ripresa; gli fu assistente, infermiere, amico, fratello ed anche padre e madre.

Un cireneo che lo aiutò a portare la sua pesante croce quando il cammino verso il Calvario era più duro e difficile.



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