Testimonianze
Contributo Valentino Mattei
Testimonianza storica di Valentino Mattei.
Figlio di Costanzo Fraioli, originario di Roccasecca e di Rocca Forte, nativa di Rocca d’Arce, Italo nacque nel febbraio del 1924 a Cassino dove la sua famiglia visse per un breve periodo prima di trasferirsi ad Avezzano per motivi di lavoro del padre dipendente delle Ferrovie. Italo era il quarto di cinque figli: Carmela, la più grande sposata e trasferitasi a Roma; Battista classe 1920, sposato e vissuto ad Avezzano; Angela classe 1922 sposata e vissuta a Cassino e deceduta nel 1998; Italo e infine Antonio, sposato e vissuto ad Avezzano.
Arruolatosi nella Regia Marina come volontario nel 1940 all’età di 16 anni, ebbe l’incarico di meccanico per poi divenire palombaro.
Questo incarico non era dei più semplici. Richiedeva non solo un’ottima preparazione fisica, ma anche un notevole autocontrollo. Per immergersi veniva utilizza un'apposita attrezzatura, detta scafandro composto essenzialmente da un elmo, una tuta gommata (oggi sostituita da scafandri rigidi) e scarponi zavorrati per camminare sul fondo marino. Il palombaro riceveva il rifornimento d'aria dalla superficie attraverso un tubo di gomma collegato ad una pompa ad aria coassiale ad una corda che serviva per calare o issare a bordo l’operatore e per comunicare attraverso degli strattoni convenzionali. Questi “cordoni ombelicali” si innestavano nell’elmo, l’elemento più importante dell'attrezzatura, fissato su di una base di ottone o rame alla muta alla quale veniva vincolato dopo che la stessa era stata indossata dall’operatore subacqueo.
Oggi, al Sottocapo Italo Fraioli è intitolata la sezione A.N.M.I. (Associazione Nazionale Marinai d’Italia) di Avezzano (AQ). A seguito del decesso a bordo della RN “Roma” gli fu concesso un encomio solenne con la seguente motivazione: “Imbarcato sulla Nave Ammiraglia della Squadra Navale, sottoposta nel corso di ardua missione di guerra a lungo ostinato contrasto aereo, con esemplare dedizione al dovere, rimaneva a posto di combattimento fino al sacrificio e scompariva in mare con la nave che, colpita irreparabilmente da nuovi mezzi distruttivi si inabissava in fiamme. - Acque della Sardegna, 9 settembre 1943”
disperso il 9-9-43