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| L'abbandono di Roma
Subito dopo l’ammiraglio de Courten si recò al Ministero della Guerra, dove si trovavano la Famiglia Reale e le più Alte Autorità del Comando Supremo. L’Ammiraglio ricevette copia dei documenti relativi all’Armistizio e che erano di suo interesse. Non gli fu possibile ottenere il “Documento di Quebec”, al momento introvabile, e che fu inviato al Ministero della Marina con lettera di accompagno del 1° Reparto del Comando Supremo solo nella tarda mattinata del giorno 9. L’ammiraglio de Courten rientrò subito al Ministero per comunicare agli ammiragli Sansonetti e Ferreri la parte sostanziale delle clausole armistiziali. Alle ore 04.12 del 9 il generale Ambrosio così telefonò a de Courten: “In considerazione della situazione militare che si sta delineando intorno a Roma, dove grossi reparti tedeschi convergono verso la capitale, Sua Maestà ha stabilito di partire immediatamente per Pescara ed ha dato l’ordine che i capi militari lo raggiungano al più presto”. All’osservazione dell’ammiraglio de Courten che era necessaria la sua presenza a Roma, per perfezionare e seguire le disposizioni date per l’applicazione dell’Armistizio, il generale Ambrosio confermò l’ordine del Re e aggiunse: “Gli organi centrali di comando dovranno rimanere al loro posto e ad essi dovrà essere affidato il compito di provvedere ad ogni incombenza. Raccomando però di lasciare Roma non più tardi delle ore 06.00 per la via Tiburtina”. L’ammiraglio de Courten convocò gli ammiragli Sansonetti e Ferreri, nonché il comandante Aliprandi. “Gli ammiragli Sansonetti e Ferreri mi diedero le più recenti notizie circa lo stadio a cui era giunta la diramazione degli ordini [...]. Tutto sembrava procedere con regolarità, senza particolari difficoltà. Fu presa in esame la procedura da seguire per le ultime comunicazioni a navi e sommergibili rimanendo intesi che non appena la Flotta, sul far del giorno, fosse stata sicuramente in rotta verso la Sardegna, le sarebbero state trasmesse tutte le preannunciate indicazioni di dettaglio per l’integrale applicazione dell’Armistizio “. L’ammiraglio de Courten diede quindi disposizione:
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