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Associazione Regia Nave Roma
 


ultimo aggiornamento:09/05/2013

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L'abbandono di Roma

Subito dopo l’ammiraglio de Courten si recò al Ministero della Guerra, dove si trovavano la Famiglia Reale e le più Alte Autorità del Comando Supremo. L’Ammiraglio ricevette copia dei documenti relativi all’Armistizio e che erano di suo interesse. Non gli fu possibile ottenere il “Documento di Quebec”, al momento introvabile, e che fu inviato al Ministero della Marina con lettera di accompagno del 1° Reparto del Comando Supremo solo nella tarda mattinata del giorno 9.

L’ammiraglio de Courten rientrò subito al Ministero per comunicare agli ammiragli Sansonetti e Ferreri la parte sostanziale delle clausole armistiziali.

Alle ore 04.12 del 9 il generale Ambrosio così telefonò a de Courten: “In considerazione della situazione militare che si sta delineando intorno a Roma, dove grossi reparti tedeschi convergono verso la capitale, Sua Maestà ha stabilito di partire immediatamente per Pescara ed ha dato l’ordine che i capi militari lo raggiungano al più presto”.

All’osservazione dell’ammiraglio de Courten che era necessaria la sua presenza a Roma, per perfezionare e seguire le disposizioni date per l’applicazione dell’Armistizio, il generale Ambrosio confermò l’ordine del Re e aggiunse: “Gli organi centrali di comando dovranno rimanere al loro posto e ad essi dovrà essere affidato il compito di provvedere ad ogni incombenza. Raccomando però di lasciare Roma non più tardi delle ore 06.00 per la via Tiburtina”.

L’ammiraglio de Courten convocò gli ammiragli Sansonetti e Ferreri, nonché il comandante Aliprandi.

Gli ammiragli Sansonetti e Ferreri mi diedero le più recenti notizie circa lo stadio a cui era giunta la diramazione degli ordini [...]. Tutto sembrava procedere con regolarità, senza particolari difficoltà. Fu presa in esame la procedura da seguire per le ultime comunicazioni a navi e sommergibili rimanendo intesi che non appena la Flotta, sul far del giorno, fosse stata sicuramente in rotta verso la Sardegna, le sarebbero state trasmesse tutte le preannunciate indicazioni di dettaglio per l’integrale applicazione dell’Armistizio “.

L’ammiraglio de Courten diede quindi disposizione:

  • all’ammiraglio Sansonetti di assumere la responsabilità del funzionamento di Supermarina,

  • all’ammiraglio Ferreri la responsabilità del funzionamento del ministero

  • ed al comandante Aliprandi di proseguire nella sua opera di Capo di Gabinetto.

  • Dispose che l’incrociatore leggero Scipione l’Africano da Taranto, una corvetta da Brindisi e una da Pola si recassero, alla massima velocità, verso Pescara.

  • Inoltre, predispose per la trasmissione in chiaro a tutte le navi e comandi della Marina il seguente messaggio:

Marinai d’Italia, durante 40 mesi di durissima guerra avete tenuto testa alla più potente Marina del Mondo, compiendo eroismi che rimarranno scritti a lettere d’oro nella nostra Storia ed affrontando sacrifici di sangue che vi hanno meritato l’ammirazione della Patria ed il rispetto del nemico.

Avreste meritato di poter compiere il vostro dovere fino all’ultimo, combattendo ad armi pari le forze navali nemiche. Il Destino ha voluto diversamente: le gravi condizioni materiali nelle quali versa la Patria ci costringono a deporre le armi.

E’ possibile che altri doveri ci siano riservati, imponendovi sacrifici morali, rispetto ai quali quello del sangue appare secondario. Occorre che voi dimostriate in questo momento che la saldezza del vostro animo è pari al vostro eroismo e che nulla vi sembra insopportabile quando i futuri destini della Patria sono in gioco. Sono certo che in ogni circostanza saprete essere all’altezza delle vostre tradizioni nell’assolvimento dei vostri doveri.

Potrete comunque guardare fieramente negli occhi gli avversari di 40 mesi di lotta, perché il vostro passato di guerra ve ne dà pieno diritto.

 de Courten.

 
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