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A rendere ancora più
complessa la decisione adottata occorre
considerare che le norme contenute nel “Promemoria
Dick” (note solamente agli ammiragli de
Courten e Sansonetti) ed in particolare i commi
3, 5 e 6.
Si fa rilevare che:
·
l’Armistizio fu ufficialmente comunicato
dal maresciallo Badoglio alle ore 19.45 dell’8;
·
l’ammiraglio de Courten conobbe le
condizioni contenute nell’”Armistizio corto”
solo nella riunione convocata dal generale
Ambrosio (ore 19.15-19.50) al termine della
riunione della Corona;
·
l’ammiraglio de Courten prese rapidamente
la difficile decisione di attenersi alle
clausole armistiziali e la comunicò agli
ammiragli Sansonetti e Ferreri, appena rientrato
al ministero della Marina;
·
gli ammiragli de Courten e Sansonetti
considerarono che le caratteristiche del porto
della Spezia erano tali da facilitare eventuali
colpi di mano da parte dei tedeschi contro le
nostre navi: era quindi necessario che le
FF.NN.BB. lasciassero quanto prima tale porto.
Ritennero altresì che l’unico sorgitore verso il
quale dirigere la nostra Flotta fosse quello
della Maddalena, per i seguenti motivi:
o
gli Alleati erano concordi con il Governo
Italiano sul trasferimento della Famiglia Reale
e di parte del Governo alla Maddalena;
o
il generale Ambrosio aveva promesso, l’8
mattina, che avrebbe insistito presso gli
Alleati per avere il loro consenso sul
trasferimento delle FF.NN.BB. alla Maddalena. La
presenza del Re e del Governo in tale città
poteva costituire un valido argomento per
ottenere il parere positivo per il trasferimento
delle FF.NN.BB. alla Maddalena, parere che si
sperava potesse giungere quanto prima possibile;
o
l’ammiraglio Bruno Brivonesi aveva già
avuto disposizioni per accogliere alla
Maddalena, anche se per breve tempo, le unità
della Flotta;
o
all’ammiraglio Brivonesi erano stati
consegnati i documenti riservati da dare
all’ammiraglio Bergamini al suo arrivo a La
Maddalena.
Conseguentemente fu
deciso, così come riporta l’ammiraglio
Sansonetti nella sua Relazione del 28 dicembre
1943 |