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7 settembre notte
| Ore 19,45
- Supermarina, constatando che ormai doveva essere prossimo il tentativo
di sbarco degli Alleati a Salerno, trasmise il seguente messaggio |
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Supermarina
- 68502 - Destinatari nave Italia per FF.NN.BB. et per conoscenza Marina
La Spezia - Marina Napoli (alt) Tabella Pisa (alt) Disponete CT Vivaldi et
Da Noli si trasferiscano subito relitto (in codice Civitavecchia),
restandovi pronti in 6 ore (alt) Tabella Pisa (alt) 194507. |
| Ore 20.00
- Supermarina inviò il seguente messaggio a Marina Napoli |
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“Supermarina
67403 - Destinatari Marina Napoli (alt) Avvistamento ore 17.00 convoglio
mezzi da sbarco presso Ustica Rv 45 (rotta vera), fa ritenere possibile
tentativo sbarco fra Sapri e S. Eufemia alba 8. 200007." |
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ore
21.00 - Supermarina trasmise l’Avviso Segreto-Riservato personale
n. 12981, inviato per conoscenza a Superaereo, e allo Oberhafenslehrer Sud
(OBS), tramite l’Ufficio di Collegamento della 2a Luftflotte
presso Supermarina, nel quale si faceva il punto dei convogli Alleati
diretti verso l’Italia e si formulavano due ipotesi: |
- “[...] il convoglio avvistato
davanti a Palermo dirige per la zona calabra dove sbarca in prossimità
della zona di operazioni. In questo caso la prevista operazione
importante a largo raggio non sarebbe imminente ma dovrebbe ritenersi
ritardata fino a quando rientrino alle basi i mezzi da sbarco di cui
sopra;
- il convoglio avvistato davanti a
Palermo è destinato ad operare in accordo con gli altri mezzi che
ieri sera erano ancora a Biserta e con quelli in arrivo con il
convoglio proveniente da Orano. In questo caso l’operazione
importante potrebbe aver luogo la notte sul nove”.
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Ore
22.00 - Frattanto gli eventi relativi all’armistizio e alla sua
proclamazione stavano precipitando.Giunsero a Roma, a Palazzo Caprara
(sede dello Stato Maggiore dell’Esercito), provenienti da Gaeta, dove
erano stati sbarcati dalla corvetta Ibis, il generale Taylor ed il colonnello
Gardiner, ambedue americani. I due ufficiali dovevano coordinare con
le Forze Armate italiane le operazioni relative allo sbarco che avrebbero
dovuto effettuare i paracadutisti americani negli aeroporti di Cerveteri e
di Furbara, vicino a Roma, (operazione chiamata in codice “Giant 2”),
nonché la proclamazione dell’Armistizio, notizia che doveva essere
collegata con l’ormai imminente sbarco alleato sulle coste tirreniche
dell’Italia centrale. I due alti ufficiali americani richiesero di
parlare con il Capo del Governo o con i vertici militari; furono però
spiacevolmente sorpresi nel constatare che questi, pur essendo al corrente
del loro arrivo e dello scopo della loro missione, non erano pronti ad
incontrarli. Infatti il maresciallo Badoglio si era reso indisponibile
data l’ora tarda, il generale Ambrosio era a Torino, il generale Mario
Roatta, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, non era reperibile; poterono
incontrare solo il generale Carboni. |
| Il generale Taylor
comunicò al generale Carboni che, come convenuto a Cassibile il 3
settembre, il giorno X, relativo alla proclamazione dell’armistizio,
sarebbe stato l’indomani 8 settembre, comunicazione che veniva fatta
con ventiquattro ore di anticipo rispetto allo sbarco delle truppe
anglo-americane nella zona di Salerno. Il generale Carboni ritenne
impossibile, per il Governo italiano, di poter proclamare l’Armistizio
il giorno 8 settembre e pertanto fece presente, forzandola, una situazione
allarmante sullo stato di approntamento delle Forze Armate italiane
dislocate a Roma, ed in particolare sul rifornimento di carburanti che
erano stoccati in tale città. Egli riferì che, al momento, le vie di
accesso ai depositi erano state presidiate dai tedeschi, si era quindi
nell’impossibilità di fornire quell’aiuto tattico e logistico
necessario per assicurare il successo alla missione delle truppe americane
aviotrasportate. Occorreva pertanto rinviare di qualche giorno la
proclamazione dell’armistizio per consentire di approntare al meglio
uomini, mezzi e rifornimenti. Gli ufficiali americani rimasero
notevolmente interdetti da tale risposta e chiesero quindi di parlare con
il maresciallo Badoglio che, svegliato, li ricevette alle 01.00 del
giorno 8. |
| Ore
22.25 - il contrammiraglio Ludovico Borgatti di
Supermarina telefonò all’ammiraglio Stanislao Caraciotti, Capo
di Stato Maggiore delle FF.NN.BB., per avere notizie in merito
all’approntamento dell’Ugolino Vivaldi e dell’Antonio Da Noli”.
L’ammiraglio Caraciotti comunicò che non vi erano problemi per
quest’ultimo cacciatorpediniere, che si trovava a La Spezia, mentre
sarebbe stato preciso più tardi per il primo, che era a Genova per lavori
ai motori diesel. Comunque era già stata sollecitata Genova per avere
disponibile la nave il più presto possibile. |
| Ore 23.15
- l’ammiraglio Borgatti richiamò l’ammiraglio
Caraciotti per comunicargli che l’ammiraglio Sansonetti
richiedeva che le due unità fossero a Civitavecchia il 9 mattina, dove
dovevano rimanere pronte a muovere in quattro ore. |
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