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Associazione Regia Nave Roma
 


ultimo aggiornamento:19/11/2009

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7 settembre mattina
 

7 SETTEBRE - Il mattino del 7 l’ammiraglio de Courten si recò al Comando Supremo, per consegnare e illustrare i due promemoria relativi alle Istruzioni del commodoro Dick, dove apprese, con sorpresa, che il generale Ambrosio era partito per Torino per ritirare delle carte importanti e sarebbe rientrato solo l’indomani mattina. Egli trasse quindi la conclusione che

il corso degli avvenimenti doveva avere un ritmo tale da consentire l’allontanamento del generale Ambrosio per 36 ore e non erano quindi prevedibili a breve scadenza di tempo né decisioni, né fatti che potessero avere influenza sulle decisioni”.

Sempre al mattino del 7 settembre l’ammiraglio de Courten ebbe con l’ammiraglio Bergamini, Comandante in Capo delle FF.NN .BB., giunto in macchina dalla Spezia per la riunione convocata per il pomeriggio,

 “un colloquio sullo spirito della Flotta. Ebbi da lui piena ed esplicita assicurazione che la Flotta era pronta a uscire per combattere nelle acque del Tirreno meridionale la sua ultima battaglia. Mi disse che Comandanti ed Ufficiali erano per­fettamente consci della realtà cui sarebbero andati incontro, ma che in tutti era fermissima la decisione di combattere fino all’estremo delle possibilità. Gli equipaggi erano pieni di fede e di entusiasmo. L’addestramento aveva fatto negli ultimi tempi buoni progressi. Gli accordi presi con l’Aeronautica tedesca e quella italiana e le esperienze compiute davano buon affidamento di poter finalmente contare su una discreta cooperazione aeronavale. Egli confermava che, intervenendo a operazione di sbarco appena iniziata e traendo profitto dall’inevitabile crisi di quella delicata fase, sarebbe stato possibile infliggere al nemico gravi danni. Ricordo questo colloquio con commozione perché dalle parole di quest’uomo, vissuto sempre sulle navi e per le navi, emanava senza alcuna iattanza la tranquilla sicurezza di poter chiedere al potente organismo nelle sue mani lo sforzo estremo e il sacrificio totale. Sapendo che le forze subacquee erano già in movimento e che le forze siluranti minori erano pronte ad entrare in azione, non potevo non pensare e non posso non riaffermare oggi che la Marina fu colta dall’Armistizio in piena efficienza materiale e morale"

L’ammiraglio Bergamini, al termine ditale riunione, si incontrò con l’ammiraglio Massimo Girosi, Capo Reparto Operazioni ed Addestramento di Supermarina, per esaminare gli ordini predisposti per l’ormai prossima uscita delle FF.NN.BB., ordini che ebbero la sua approvazione nonché quella degli ammiragli de Courten e Sansonetti. L’ammiraglio Girosi così scrive al riguardo :

Gli ordini di operazione per quella che presumibilmente sarebbe stata l’ultima uscita con il supremo sacrificio di tutte le nostre forze navali, erano stati da me compilati materialmente con il pieno assenso di Tuo padre e del Capo e Sottocapo di Stato Maggiore della Marina. Essi erano così chiari e risoluti che prevedevano anche l’ipotesi di falle o necessità di portare in appropriata posizione le navi in secco e di farle continuare a sparare come batterie fisse, salvo a farle saltare in caso di necessità”.

Il mattino del 7 la ricognizione aerea tedesca avvistò, a nord di Palermo, un rilevante convoglio di mezzi da sbarco (circa ottanta), scortati da unità della Marina alleata. La rotta di tale convoglio era verso levante. Avvistò inoltre nella zona di Bengasi un convoglio navale con rotta verso ponente.

Alle 13.00 fu segnalato, in uscita da Biserta, un altro importante convoglio costituito da trentacinque navi da trasporto, sei petroliere, nove vedette, quat­tro mezzi da sbarco, sette navi da sbarco per carri armati.

Ore 12400 - Il Comando Supremo, pertanto, collegando questi movimenti con quelli del giorno 6, trasmise alle 12.40 del 7 la seguente comunicazione:
Da Comando Supremo n. 42451/OP. Presenza stamane grosso convoglio a Nord di Palermo ed intenso movimento di piroscafi mezzi da sbarco et unità da guerra comprese Npa [portaerei] e contattato ieri allargo Taormina fanno ritenere imminente sbarco in Italia Centromeridionale. Siano prese conseguenti misure. Generale Ambrosio 124007.
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