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Nelle prime ore del
pomeriggio l’ammiraglio de Courten si recò al Comando Supremo e confermò
al generale Ambrosio l’avvenuta ricezione del “Promemoria n. 1”,
assicurando che per il giorno successivo era prevista una riunione al
ministero degli Alti Comandi dipendenti dalla Regia Marina. A questo punto
del colloquio il generale Ambrosio consegnò all’ammiraglio de Courten
“una copia, non autentica, di un promemoria scritto in lingua inglese
dal titolo “Istruzioni per il movimento delle navi da guerra e
mercantili italiane” a firma del commodoro Dick. Il promemoria,
datato 4 settembre, appariva compilato d’ordine del generale
Eisenhower”.
L’ammiraglio de Courten
dette una rapida scorsa al documento e rimase colpito dalle sue clausole
che prevedevano, tra l’altro, la dislocazione delle unità da guerra in
determinati porti, le rotte da seguire, le armi disposte per chiglia “salvo
per l’impiego delle armi contraeree che potevano aprire il fuoco solo in
caso di evidente atteggiamento ostile da parte dei velivoli; la eventuale
possibilità di misure di disarmo che potevano essere ordinate dalle
Autorità navali alleate per motivi di sicurezza”.
L’ammiraglio de Courten
ebbe la netta sensazione che :
“Le trattative per
l’armistizio erano dunque già così avanzate da consentire la
formulazione di istruzioni per i movimenti della flotta verso le basi
anglo-americane, prevedendo persino misure di disarmo?”.
Rilevò inoltre che
mentre per tutte le navi militari erano previsti i porti di destinazione,
per le FF.NN.BB. veniva invece disposto che dovessero recarsi a Bona, dove
dovevano giungere nelle ore diurne, e al loro arrivo avrebbero ricevuto
ulteriori istruzioni. Tale diverso trattamento era assolutamente
inaccettabile per de Courten. Egli quindi manifestò in termini
vivacissimi al generale Ambrosio il suo profondo malcontento in quanto
problemi di tale importanza materiale e morale per la Marina fossero stati
esaminati senza averlo preventivamente consultato. Deplorò in
particolare le
“norme nei
riguardi della dislocazione della parte più importante della Flotta e del
trattamento al quale essa aveva diritto”.
Il generale Ambrosio fece
presente che alcune norme delle istruzioni Dick potevano considerarsi
superate,
“poiché era stato
proposto agli Anglo-Americani che tutta la Flotta si concentrasse alla
Maddalena ed egli riteneva per certo che non sarebbero state sollevate
obiezioni all’accoglimento di questa richiesta”.
L’ammiraglio de
Courten, malgrado queste assicurazioni, replicò che avrebbe esaminato in
dettaglio il documento e che avrebbe espresso, per iscritto, le sue
decisioni. Egli infatti, non essendo a conoscenza del fatto che
l’Armistizio era già stato firmato il 3 settembre, riteneva che le “Istruzioni
Dick” facessero parte di uno dei documenti da esaminare nel corso
delle trattative, e che fosse pertanto negoziabile. |