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Il generale Castellano,
al termine della lettura dell’”Armistizio corto” che avvenne
nella tarda nottata del 19, si soffermò a esaminare con il generale Smith
in particolare l’articolo 4
“Riguardo al numero
4 chiedo dove la nostra flotta ed i nostri aerei dovranno andare. Mi si
risponde che le località saranno comunicate in seguito. Da queste
reticenze arguisco che non saranno porti italiani, suggerisco
l’opportunità di radunare la flotta in Sardegna, anche perché, per un
viaggio più lungo, non avremmo avuto disponibilità di combustibile (le
cose non stavano esattamente così, ma io cercavo di evitare con una
piccola bugia l’esodo delle nostre navi dai nostri porti)”.
Il generale Smith replica
che il Governo italiano, avendo tutto l’interesse a “conservare le
sue navi e i suoi aerei”, dovrà provvedere a questa deficienza. Il
colpo non era riuscito e non poteva riuscire, però da questa risposta ho
una prima assicurazione su quanto mi sta molto a cuore: le nostre navi ci
saranno conservate, questo è un impegno, non scritto, ma preciso di cui
mi affretto a prendere mentalmente nota.
La frase “dettagli
sul loro disarmo” contenuta nell’articolo 4 è però in contrasto
con l’asserzione di cui sopra; ciò mi induce a dichiarare che, se le
nostre navi dovessero essere disarmate, se cioè la bandiera italiana
dovesse essere ammainata, i marinai d’Italia indubbiamente avrebbero
affondato i propri bastimenti. Il generale Smith rimane, a tale
affermazione, alquanto turbato e mi risponde dandomi assicurazione che la
nostra bandiera avrebbe continuato a sventolare sulle nostre navi e che il
trattamento che sarebbe stato fatto alla nostra Marina sarebbe stato in
tutto onorevole. Aggiunge sorridendo che, esistendo tra le Marine da
guerra delle varie nazioni una specie di massoneria, si poteva essere
certi che quella britannica avrebbe usato tutti i riguardi alla nostra.
I fatti hanno dato alle
assicurazioni verbali valore di un impegno che le Nazioni Unite hanno
mantenuto
Pur risultando essenziale
e lodevole l’iniziativa del generale Castellano, si fa rilevare che
l’argomento relativo alla Flotta fu trattato senza interpellare il
Ministro e Capo di Stato Maggiore della Marina, ammiraglio Raffaele de
Courten, che forse al momento non poteva essere consultato.
Inoltre il generale Smith
chiari che l’Armistizio sarebbe stato comunicato ufficialmente dagli
Alleati in concomitanza con uno sbarco che sarebbe stato effettuato
nell’Italia centro-meridionale. Subito dopo doveva seguire il relativo
Proclama da parte del Governo italiano.
Nel verbale della,
riunione, stilato dagli Alleati, fu riportato che il generale Castellano
fece presente che sarebbe stato molto utile conoscere quando e dove
l’invasione alleata sarebbe avvenuta. Il generale Smith gli risponde
che, come soldato, il generale Castellano poteva capire i motivi che
impediscono al Comando alleato di dare in quel momento informazioni
dettagliate dei piani. Un accordo verrebbe raggiunto per stabilire un
mezzo diretto di comunicazione col Governo italiano e propone che se il
maresciallo Badoglio accetta le condizioni dell’armistizio, il generale
Eisenhower annuncerebbe la conclusione cinque o sei ore prima dello sbarco
principale alleato “in forze”. L’annuncio del generale
Eisenhower dovrebbe essere seguito immediatamente da un proclama del
maresciallo Badoglio annunciante la cessazione delle ostilità.
Il generale Castellano fa
presente che un preavviso di cinque ore non è sufficiente per permettere
di condurre a termine i preparativi necessari in previsione di uno sbarco
alleato e per permettere una effettiva collaborazione. Egli è del parere
che sia necessario un preavviso molto più lungo, preferibilmente due
settimane.
Il generale Smith dice
che ciò potrebbe essere accordato e promette di consultare il Comandante
in Capo allo scopo di poter raggiungere i necessari accordi.
I rappresentanti italiani
sono forniti di una copia delle condizioni di armistizio e di un
promemoria aggiuntivo relativo alle questioni supplementari contenute
nelle direttive avute dai Capi di Stato Maggiore alleati.
La riunione viene quindi
disciolta per permettere una discussione dettagliata degli argomenti di
carattere militare da parte dei rappresentanti dei due eserciti e per
prendere accordi per stabilire i mezzi di comunicazione.
Inoltre fu consegnato al
generale Castellano un apparato radio rice-trasmittente nonché
l’apposito cifrario, per consentire un rapido e diretto collegamento fra
il Comando alleato e quello italiano.
La seduta fu tolta
all’alba del giorno 20 agosto. |