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Rotta
sulla Maddalena - Avvistamenti
aerei
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Ore
094109. I ricognitori tedeschi effettuarono a tale ora il primo
avvistamento delle FF.NN.BB. L’aereo tedesco, un bimotore “Junker JU 88”,
informò il suo Comando che la forza navale italiana era costituita da tre
corazzate, sei incrociatori e sei cacciatorpediniere con rotta esterna alla
Corsica verso il Golfo dell’Asinara. |


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L’avvistamento venne subito comunicato al feldmaresciallo von
Richthofen, che era il comandante della 2a Luftflotte,
dislocata in Italia, il quale, pur non avendo ricevuto disposizioni
particolari in merito, ritenne opportuno attivare immediatamente il
piano “Achse”, predisposto dall’Alto Comando della Luftwaffe, il
quale, tra l’altro, specificava:
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“Le navi da guerra italiane che fuggono o
provino a passare dalla parte del nemico devono essere costrette a rientrare
in porto o distrutte” |
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Il comando aereo tedesco
che era più vicino alla zona nella quale si trovavano le FF.NN.BB. era
la 2a Fliegerdivision comandata dal generale
Peter Fink, che dipendeva direttamente dal generale Hugo Sperrle,
comandante della 3a Luftflotte, che aveva giurisdizione sulla
Francia e sui Paesi Bassi. Fu pertanto disposto che si tenesse pronto a
attaccare la flotta italiana il 100° Stormo da Bombardamento (KG100),
comandato dal maggiore pilota Fritz Auffhammer che dipendeva,
temporaneamente, dalla 2a Luftflotte.
Il 100° Stormo destinò,
per il pronto impiego contro le FF.NN.BB., il 2° Gruppo (II KG100) di
base a Cognac e comandato dal capitano pilota Franz Hollweck ed il 3°
gruppo (III KG100) di base ad Istres e comandato dal maggiore pilota
Bernard Jope; fu inoltre data disposizione al II KG100 di trasferirsi da
Cognac a Istres. |
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Ore 095509.
L’ammiraglio Bergamini, considerando che le sue navi non erano protette
da alcuna scorta aerea, e per reagire comunque a un possibile attacco
aereo, almeno con i velivoli in dotazione alle FF.NN.BB., dette la
seguente disposizione alle corazzate Italia e Vittorio Veneto:
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09.55.09
preparatevi a catapultare RE2000
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Le FF.NN.BB. disponevano infatti a bordo delle
tre corazzate di quattro aerei da caccia “Reggiane RE2000” così
distribuiti: uno sulla Roma, due sul Vittorio Veneto e uno
sull’Italia |

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Ore 103009. Altro avvistamento: si trattava di un ricognitore
tedesco. Venne dato l’allarme aereo e le unità proseguirono zigzagando.
Contemporaneamente il Comando in Capo delle FF.NN.BB. ordinò di
aumentare la velocità a 27 nodi.
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Ore 103009. Supermarina, avendo intercettato i vari messaggi di
scoperta relativi alle FF.NN.BB., trasmessi sia dai ricognitori
britannici che tedeschi, richiese a Superaereo la possibilità di fornire
una adeguata scorta aerea, con aerei da caccia, a protezione delle
nostre navi. Il generale Giuseppe Santoro, Sottocapo di Stato Maggiore
dell’Aeronautica poté però far decollare dall’aeroporto di Venafiorita
(Olbia) solo quattro caccia Macchi “MC202”

che
facevano parte del Gruppo Aereo Caccia, comandato dal colonnello Duilio
Fanali.
Infatti i ventidue velivoli efficienti dell’8° Gruppo erano stati
trasferiti da Sarzana a Guidonia, per la necessità di concentrare il
massimo appoggio nella zona della Capitale, mentre, per lo stesso
motivo, i dieci aerei efficienti del 160° Gruppo erano stati inviati da
Venafiorita a Littoria. Pertanto fu possibile far alzare in volo solo la
squadriglia dei quattro caccia, al comando del capitano pilota Remo
Dezzani, che ricercò inutilmente la Squadra nella zona a lui indicata
e cioè quella compresa tra la Corsica e la Toscana. Sembra infatti
che per un disguido con Supermarina non fosse stata segnalata la nuova
rotta della Flotta, che era invece quella esterna alla Corsica. |
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Ore 103809.
Supermarina, in considerazione del fatto che era stata annullata la
missione Alti Personaggi, comunicò ai cacciatorpediniere Ugolino
Vivaldi e Antonio Da Noli e per conoscenza al CC.FF.NN.BB. “Modifica
mio precedente ordine dirigete subito Isola La Maddalena”. |
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Ore 103809
Ugolino Vivaldi e Antonio Da Noli e per conoscenza al
CC.FF.NN.BB. “Modifica mio precedente ordine dirigete subito Isola La
Maddalena”. |
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Ore 104609. Venne
avvistato dalla Roma un aereo riconosciuto per Alleato: fu dato
l’allarme aereo e le unità proseguirono zigzagando. Alle ore 11.00
alcune unità aprirono il fuoco con le artiglierie contraeree principali
e le mitragliere. Intervenne immediatamente il Comando in Capo che inviò
a tutte le unità il seguente messaggio |

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Ore 105609. Altro
avvistamento aereo. Si trattò di un ricognitore inglese. |

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Ore 110009 “Non
dico non fate fuoco contro velivoli riconosciuti inglesi o americani
“. |
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Ore 112409 - Venne ricevuto il seguente
messaggio di Supermarina con classifica PAPA diramato a tutte le unità
in mare: “PAPA n. 85982 - Non eseguite eventuali ordini dirottamento
se nel testo non figura la parola convenzionale Milano alt Per alti
Comandi verranno dati ordini a parte 092609”. |
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Ore
120009. Avvicinandosi alle coste sarde, il CC.FF.NN.BB. ordinò
alla torpediniera Libra
di entrare nella formazione del Gruppo Pegaso ed a tale unità di
passare, con il Gruppo, in scorta ravvicinata. |

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Ore 120409. In
prossimità dei campi minati, il CC.FF.NN.BB. ordinò a tutti “Assumete
il dispositivo di marcia GE11“. |

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