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Associazione Regia Nave Roma
 


ultimo aggiornamento:16/10/2013

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Il nostro sito

Questo sito è stato impostato con una prima versione del 2006, con l'intento di raccogliere informazioni, ricordi e testimonianze sulla storia e la tragica fine della più potente unità della Regia Marina italiana.

La nuova versione, cerca di risolvere ad alcune "pecche" riguardanti la versione precedente, soprattutto dal punto di vista visivo. Per chi fosse dotato di schermi piccoli, in cui non riesce a  visionare con semplicità quello che gli interessa, sono stati apposti dei "bottoncini" che nascondono e fanno riapparire le parti che non interessano. La grafica ha subito una netta revisione e ci auspichiamo che il lavoro svolto sia apprezzato.

Pur nella sua evoluzione, il sito è stato mantenuto volutamente semplice, nel rispetto di tutti coloro che persero la vita e di quanti ,sopravvissuti, vogliono ricordare, ed ha mantenuto tutte la informazioni contenute nella versione precedente. Per qualsiasi difficoltà o errore (sempre possibili) prendete pure contatto col webmaster.

Raccoglie dati tecnici della Nave, la sua storia fino alla sua tragica fine e quanto ne seguì, foto e testimonianze di reduci.

Tutte le informazioni riportate provengono dagli archivi fotografici e da memorie di quanti furono coinvolti nella fine della corazzata Roma e su loro gentile concessione. Molto materiale ci è stato anche fornito da terzi e altre associazioni o aziende cui va il nostro ringraziamento e che sono elencate comunque nel "menu ringraziamenti".

Un sentito grazie a chi visitandoci, vorrà lasciare una traccia del suo passaggio (vedi Guest Book)

 


Pier Paolo Bergamini

Sono il comandante Pier Paolo Bergamini, figlio dell'Ammiraglio Carlo Bergamini che, alla proclamazione dell'armistizio (ore 19,45 dell'8 settembre 1943) era il Comandante in Capo  delle Forze Navali da Battaglia.

Mio Padre, in tale data, alzava la sua insegna sulla corazzata Roma.

In ottemperanza  alle clausole armistiziali, le Forze Navali da Battaglia lasciarono alle 03,00 del 9 settembre il porto di La Spezia dirette per una breve sosta a La Maddalena e quindi a "Bona", in Algeria.

Alle ore 15.40 le nostre navi furono attaccate da aerei tedeschi e il "Roma", dopo cruento combattimento aero-navale, venne colpito due volte da bombe tedesche. La seconda bomba fu mortale ed alle 16.11, il "Roma" affondò.

Scomparvero in mare mio Padre e 1392 membri dell'equipaggio; i superstiti furono 628 

 

Nel mese di ottobre del 2002 vennero a trovarmi Vittorio Catalano Gonzaga di Cirella, al quale sono molto attaccato perchè figlio del mio carissimo amico il comandante Arturo Catalano Gonzaga di Cirella, superstite del "Roma", e Andrea Amici, nipote del per noi famoso marò Italo Pizzo, uomo dotato di moltissimo ingengno e virtù. Mi sono subito affezionato ad Andrea Amici.

Vittorio ed Andrea si erano fatti parte attiva ed entusiasta per creare l' "Associazione Regia Nave Roma" presentandomene i fini ed i loro programmi.

Le loro proposte erano concrete e degne della migliore attenzione. Aderii con entusiasmo.

Così il 16 dicembre 2004, a casa mia, l' "Associazione" venne costituita .

Vittorio ed Andrea si stanno ora dedicando a tale sodalizio con passione e particolare cura.

La loro attività - altamente encomiabile -  ha assicurato, assicura e assicurerà il dovuto successo per ricordare i nostri cari scomparsi, i superstiti che non sono più fra noi e quelli viventi sempre fortemente legati alla loro bella "Nave" ed alla sua tragica fine.

 
Vittorio Catalano Gonzaga
Sono il figlio del Capitano di Fregata Arturo Catalano Gonzaga di Cirella. Mio padre venne imbarcato sul Roma pochi mesi prima del suo affondamento, guardiamarina in comando alla torre da 152 mm di sinistra apoppa al turno delle 16.00 del giorno 9 settembre 1943.

Mi ha lasciato, assieme a i suoi ricordi, il 5 ottobre del 2000.

Non ha mai voluto raccontarmi direttamente quanto avvenne quel giorno e quanto ne seguì. Quello che ho appreso, lo devo all'archivio che ha costruito (per la verità non molto ordinato) per la redazione del libro che uscì con i caratteri Mursia col titolo "per l'onore dei Savoia". Nella sua prima versione, di cui gli fui il revisore informatico, s'intitolava "per la pelle dei Savoia".

Ho sempre rispettato il suo silenzio: leggendo le sue pagine, capivo il dramma sconvolgente, e la giovanile reazione nel reagire e rimuovere quanto più possibile. La sua storia è trattata in altra sezione del sito.

Il 9 settembre 2003 venni invitato, in qualità di congiunto, alla commemorazione che si è svolta nelle acque dell'Asinara in onore dei caduti del Roma, del Noli e del Vivaldi, uniti a poche ore da destini tragici.

Fu durante questo solenne e coinvolgente evento che ho conosciuto Andrea Amici. Assieme abbiamo iniziato a ragionare su come onorare la memoria di quegli uomini e dei nostri cari. Ci abbiamo messo molto, ma questo periodo di tempo ci ha permesso di conoscerci, incontrarci, parlare, capirci.

Ed il 16 dicembre, dopo varie visite all'amico Pier Paolo Bergamini, abbiamo fondato l'associazione.

Andrea Amici

Dopo mesi di progetti, ricordo ancora quando il Dott. Vittorio Catalano Gonzaga posò la tazzina del caffè in un bar della capitale e mi disse: “Allora Andrea, la fondiamo l’ associazione?”. Era finalmente nato un sodalizio che divenne amicizia e collaborazione tra due discendenti di superstiti della Regia Nave Roma, anticipando di poco la riunione ufficiale in Casa Bergamini.

Nell’estate del 1943, mio nonno Italo Pizzo, era un giovanissimo fuochista da poco imbarcato, catapultato dalla tranquilla vita della piccola Sanremo alla esaltante attività sulla più grande e moderna nave della Marina Italiana.

 

Pochi giorni dopo il suo imbarco, la guerra prese un corso diverso ed imprevisto e la grande corazzata partì una notte per un viaggio senza arrivo. Per mio nonno non furono mai importanti i dettagli su come affondò la sua nave, fu infatti spesso impreciso su questi punti. Tuttavia la terribile esperienza, che avremo modo di illustrare nel nostro lavoro, segnò il suo animo per tutta la vita.

 

Personaggio strano Italo Pizzo, capace di vestire i panni di Babbo Natale per i bambini e trasformare con il martello e la forgia un pezzo di ferro in una scultura meravigliosa.

 

Con noncuranza posava i rudi attrezzi e impugnava la penna con la quale scrisse righe bellissime, semplici ma profonde. Potrei continuare a lungo…

Ma in questo eclettico uomo che emanava allegria in ogni istante, pulsava un cuore molto triste e solitario. Dentro di sé il ricordo del drammatico naufragio della Nave Roma e di tanti suoi compagni finiti in fondo al mare con essa, lo accompagnò per tutta la vita, fino a quando, nel febbraio del 1999 alla sua clessidra non rimasero che pochi granelli. Fui l’ultimo e unico testimone delle sue affaticate parole: un inedito aneddoto sull’affondamento del Roma.

 

Dovette passare del tempo prima di capire che egli desiderò lasciarmi il suo testamento morale: “Non dimenticate mai ciò che abbiamo vissuto!”.

 

Dedico il mio impegno a fondare questa Associazione come il rispetto dei suoi desideri.

Ringrazio tutti coloro che, come noi, credono da molto tempo che la storia della Nave Roma sia un patrimonio storico, incancellabile, di tutti noi Italiani.


 


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